…Pfizer, AstraZeneca, Moderna, Janssen, Sputnik sono nomi ormai sulla bocca di tutti: chi l’avrebbe mai detto? Eppure, l’unico spiraglio di luce intravedibile dal profondo del tunnel COVID-19, in cui siamo precipitati, lo dobbiamo a loro! Dopo mesi pesanti di buio, di vita sospesa nella migliore delle situazioni, possiamo sperare che una vaccinazione di massa ci possa pian pianino riportare ad una quotidianità meno problematica e più serena dell’attuale.

Facciamo allora il punto sulla vaccinazione anti SARS-CoV-2, fornendo elementi basilari tali da contribuire ad una maggiore consapevolezza della necessità di una massiccia adesione ai programmi vaccinali per dar fine all’epidemia in atto.

I vaccini sono costituiti da una piccolissima quantità di agenti infettivi o di loro componenti che, mimando l’infezione naturale e senza provocare malattia, attivano i meccanismi della risposta immunitaria cellulare ed umorale con produzione di anticorpi duraturi come memoria immunitaria, in grado di intervenire rapidamente in caso di successiva infezione naturale. Essi ci mettono, in poche parole, nelle condizioni di chi si è ammalto ed è guarito, senza però costringerci a contrarre la malattia con tutti i rischi che la stessa comporta.

Dobbiamo a Lady Mary Montagu, vissuta nel 1700, l’intuizione osservazionale di come la cosiddetta “variolizzazione”, pratica empirica turca che consisteva nel mettere a contatto soggetti sani con poco materiale di pustole vaiolose, potesse prevenire la malattia vera e propria, causa nel 20-30 % di morte nei soggetti infettati. Il medico inglese Edward Jenner perfezionò la tecnica utilizzando per l’inoculo il liquido presente nelle lesioni delle mucche colpite da vaiolo bovino: era stata così inventata la pratica successivamente denominata vaccinazione, per le sue origini. Essa fu applicata massivamente con risultati sorprendenti tanto che l’8 maggio 1980 l’OMS dichiarò la scomparsa dal pianeta del vaiolo.

L’effetto protettivo del vaccino si basa su due meccanismi fondamentali: diretta protezione individuale diretta ed indiretta protezione collettiva. Nel soggetto vaccinato infatti stimola la risposta immunitaria in grado di fronteggiare l’eventuale infezione e contemporaneamente riduce la circolazione stessa del virus, basata sulla presenza di soggetti recettivi che consentano una replicazione virale. Un’epidemia si diffonde come un incendio nella foresta, lambendo con il fuoco le piante vicine, che a loro volta “attaccheranno” altre e così via. Ma se la foresta è diradata, l’incendio si estinguerà in breve non trovando altro materiale combustibile. La stessa cosa vale per la propagazione del virus: i soggetti suscettibili (cioè non immuni perché non vaccinati o precedentemente guariti) rappresentano, come gli alberi della foresta, la fonte di sopravvivenza del focolaio virale. Per cui: chi si vaccina protegge direttamente se stesso ed indirettamente altri, che magari non possono vaccinarsi.

Sgombriamo subito un equivoco: spesso anche in televisione si sente usare la parola siero come sinonimo di vaccino! Questi termini non sono assolutamente equivalenti: il vaccino è costituito da elementi che stimolano una risposta anticorpale che sarà espressa e contenuta nel nostro siero come anticorpi o immunoglobuline. Il siero propriamente detto è costituito da anticorpi precostituiti che in situazioni di urgenza sono somministrati a pazienti. Sarà successo anche a voi o conoscenti di finire in Pronto Soccorso per qualche ferita contaminata: se non siete stati vaccinati per il tetano vi saranno stati somministrati sia il vaccino che il siero contenente gli anticorpi, in attesa della vostra produzione autonoma indotta dal vaccino.

Per quanto riguarda i diversi vaccini, esistono diverse formulazioni di produzione: essi possono essere costituiti da microrganismi inattivati (uccisi), microrganismi vivi ma attenuati, proteine o frammenti proteici o prodotti tipici di virus o batteri, DNA, RNA, vettori virali non replicanti.

 

 

Ogni vaccino è frutto di rigorosi studi che partono da valutazioni sperimentali in vitro delle componenti del microrganismo, cui segue una fase preclinica in cui viene testata la risposta immunitaria e/o i meccanismi avversi su organismi viventi complessi non umani. Superata questa fase ha inizio la vera e propria sperimentazione clinica sull’uomo, che normalmente inizia dopo circa 2-5 anni dalle iniziali ricerche sulla risposta immunitaria, cui seguono altri 2 anni di prove pre-cliniche per la sperimentazione animale. La sperimentazione clinica si realizza in ulteriori fasi: fase I come prima somministrazione del vaccino sull’uomo per valutare tollerabilità e sicurezza, fase II per verificare gli stessi indici su un numero maggiore di soggetti, fase III per valutare la reale funzione preventiva, fase IV dopo approvazione del vaccino e la sua immissione in commercio per valutare in maniera continuativa nel breve e lungo termine sicurezza ed efficacia dei vaccini nella pratica clinica. Di solito queste procedure richiedono 8-10 anni ed allora è sorprendente come la scienza sia stata in grado di produrre i primi vaccini per SARS-CoV-2 in soli 10 mesi: un po’ come costruire il ponte sullo Stretto di Messina in 10 mesi, come dice il prof. Burioni!

Eccezionalità e novità connotano i primi due vaccini prodotti: Pfizer-BioNTech e Moderna, basati su una nuova tecnologia di preparazione con l’uso di mRNA. Qualche nota per capirne il meccanismo: la sintesi proteica (e quindi anche degli anticorpi) avviene mediante un messaggio portato ai ribosomi cellulari (i nostri operai costruttori di proteine) da parte dell’RNA messaggero o mRNA, che ha tradotto il progetto della proteina dal DNA, dove è contenuto il materiale genetico del progetto stesso. I due vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna sono costituiti da mRNA che induce nell’organismo la produzione di proteine Spike, la chiave di accesso del Coronavirus SARS-2 verso le nostre cellule, e la conseguente produzione di anticorpi contro le stesse proteine. Il nostro sistema immunitario è così predisposto con anticorpi verso le proteine Spike ed il virus, qualora penetrasse nel nostro organismo, sarebbe neutralizzato nella sua parte di attacco con impedimento della sua replicazione e diffusione.

 

Meccanismo d'azione dei vaccini a mRNA

 

Al momento attuale sono stati approvati due vaccini a mRNA (Pfizer-BioNTech e Moderna), un vaccino con vettore adenovirus di scimpanzè (AstraZeneca), un vaccino con adenovirus umano (Janssen). Sono in via di approvazione EMA un vaccino con due diversi adenovirus umani (Sputnik V), uno con proteine ricombinanti (Novavax). Lo scenario tecnico e … commerciale è in continua evoluzione tanto che al momento ben altri 66 vaccini sono in fase clinica e 176 in fase pre-clinica.

 

Vaccini Covid-19 disponibili

 

Tutto questo ci fa sperare di poter vincere a breve anche il COVID-19, ma è importante che ognuno di noi si convinca che le battaglie non si vincono da soli, come ben dice Papa Francesco ed è quindi fondamentale vaccinarsi per proteggere noi stessi e la comunità in cui viviamo!

 


Dott. Danila Bassetti

Direttore Sanitario Avis del Trentino