Storia di AVIS Nazionale e Comunale di Trento

L’importanza del sangue e la necessità in talune situazioni di procedere a trasfusioni erano note fin dall’antichità: solo agli inizi del 1900 dopo la scoperta dei gruppi sanguigni ad opera di Karl Landsteiner, tale pratica non fu più un pericoloso azzardo sperimentale. Qualche medico la praticava in pochi ospedali, solo per alcuni pazienti, grazie al dono di parenti o con donatori a pagamento.

 

Percorso impegnativo per AVIS Nazionale

1927

Si deve al dott. Vittorio Formentano l’intuizione di creare l’Associazione di Volontari Italiani del Sangue a garanzia di una donazione gratuita, anonima e volontaria. Egli lanciò un appello sulla stampa milanese per raccogliere i primi volontari: 17 persone risposero alla sua chiamata e fondarono l’AVIS nel maggio 1927, dotandosi nel 1929 di un proprio Statuto con il motto “Charitas usque ad sanguinem”.

L’esempio fu seguito da altre città e regioni tanto che nel 1933 in Italia si contavano 34 sezioni con 3621 iscritti.

1933

Durante il ventennio fascista AVIS non ebbe vita facile: dovette resistere ad un tentativo di nazionalizzazione che con nuovo disciplinare giuridico trasformava i donatori in datori di sangue e sostituiva la sigla AVIS con ANDS (1937) e prevedeva una Leva civile del sangue per necessità militari.

1950

Nel dopoguerra la vita di AVIS fu minacciata da un altro “scippo” che nel 1947 avrebbe affidato alla Croce Rossa la raccolta del sangue relegando AVIS ad una funzione accessoria.

La reazione fu energica e determinata fino a portare nel 1950 all’abrogazione del decreto del 1947 con il riconoscimento giuridico di AVIS e delle sue peculiarità associative. L’associazione dovette poi scontrarsi con la piaga della donazione a pagamento, eliminata solo nel 1990. Si tenga presente che per una donazione a pagamento erano richieste fino a 850-1000 lire, corrispondenti a 1,5 milioni di lire nel 2000. Nel 1947 fu pubblicato il primo numero della rivista associativa AVIS SOS – Sempre Ovunque Subito. Il decennio degli anni Cinquanta segnò importanti sviluppi con l’istituzione di centri di raccolta e di conservazione del sangue.

1967

Nel 1967 le legge 592 definì una prima legislazione dei servizi trasfusionali, riconoscendo la funzione di AVIS come parte integrante dell’intero processo. Si deve arrivare al 1990 per disporre di una legge per le attività trasfusionali e, per la sua modifica, al 2005 (legge n.219), anno in cui AVIS festeggiò il raggiungimento di un milione di donatori attivi in tutta Italia.

Oggi

Oggi AVIS è la più grande organizzazione di volontariato del sangue italiana che, grazie ai suoi associati, garantisce l’80% della copertura del fabbisogno nazionale di sangue. AVIS può contare su oltre 1.300.000 soci distribuiti in 3418 sezioni, che ogni anno contribuiscono alla raccolta di oltre 2.000.000 di unità di sangue e suoi derivati.

Legata al territorio la storia di Avis Comunale di Trento

1936

Risale al 10.02.1936 l’istituzione in Trentino di una sezione provinciale di AVIS, che, dopo varie vicissitudini, vide istituirsi anche alcune sezioni comunali.

1956

L’intenzione di costituire a Trento una AVIS Comunale venne formalizzata il 29 agosto 1956 presso l’hotel S. Marco, senza procedere poi ad un suo legale riconoscimento, tant’è che solo il 21 aprile 1967 essa venne ricostituita e, sotto la supervisione dell’allora presidente provinciale Mario Scudiero, fu eletto il suo primo Consiglio Direttivo con la presidenza di Ferrante Cappelletti.

Inizialmente le riunioni di CD erano svolte presso il Laboratorio Provinciale di Igiene e Profilassi, in via Piave per l’ospitalità accordata da due dei fondatori di AVIS Trento (dottori Ivo Riccamboni e Flaviano Rosanelli) colà operanti. Presso quella sede venivano eseguiti i primi prelievi di sangue e concordato il suo utilizzo mediante convenzioni dirette con le case di cura operanti in città (Villa Bianca, S. Camillo).

1967

La prima riunione del Consiglio Direttivo in una propria sede si tenne il 3 novembre 1967 in via S. Croce 9, sopra la Birreria Pedavena, dove fu organizzato il 24 dicembre 1967 anche il primo incontro natalizio con i soci.

Il 22 dicembre del 1967 venne convocata la prima assemblea elettiva che ratificò la nomina a Presidente di Ferrante Cappelletti.

Viste le difficoltà economiche dell’inizio, nel maggio del 1969, il CD decise di chiedere un fido bancario di 2 milioni di lire alla Cassa di Risparmio con firma di Andreaus, Bridi, Cappelletti e Viola.

1970

Con decorrenza dal 1° gennaio 1970 divenne operativa la prima convenzione organizzativa ed economica con l’Ospedale S. Chiara di Trento con l’accordo di effettuare la raccolta di sangue presso il Centro Trasfusionale ospedaliero.

L’inizio comunque fu molto difficile perché l’Ospedale, anch’esso in crisi economica, non erogava i previsti rimborsi, mettendo in difficoltà sia l’AVIS di Trento che le sezioni periferiche sorte nel frattempo. Fino al 1972 le mansioni di segreteria furono tenute da soci volontari e solo da tale data, a fronte di un successivo aumento del carico di lavoro, si procedette all’assunzione di personale dipendente in part time. Le stesse visite di idoneità degli aspiranti donatori erano effettuate in orario serale da medici volontari, che eseguivano valutazioni cliniche, prelievi di sangue per la determinazione del gruppo sanguigno, test obbligatori e schermografia: una lista di ben 29 medici “amici di AVIS”, come documentato dal nostro archivio storico, ha garantito fino agli anni Novanta questa attività sovraordinata dal Direttore Sanitario, il primo dei quali fu il dott. Ivo Riccamboni, cui succedettero in sequenza il dott. Flaviano Rosanelli (1973) e la dott.ssa Danila Bassetti (1997).

1973

Verso la fine del 1973, la Cassa di Risparmio di Trento donò all’AVIS un’autoemoteca per facilitare la raccolta di sangue nei giorni festivi e nelle zone periferiche della provincia.

1974

Il 17 febbraio del 1974 l’AVIS Comunale di Trento si trasferì in Corso 3 Novembre per rispondere alla necessità di una sede più agevole e maggiormente rispondente ad esigenze logistiche, vista la sua condivisione anche con l’AVIS Provinciale.

1982

Nel marzo dell’82 venne acquistato il primo computer, un APPLE2, per la gestione informatizzata di donazioni e soci.

Nel 1987 il medico provinciale non ritenne l’autoemoteca AVIS conforme ai requisiti richiesti dalle normative nazionali in merito alla raccolta del sangue, con conseguente sua dismissione d’uso.

1988

Nel 1988 venne inaugurata in via Malta l’attuale sede della Banca del Sangue presso locali opportunamente attrezzati.

Nel dicembre del 1988, per interessamento dell’allora Presidente Ezio Andreaus ed in collaborazione con la Lega Pasi Battisti, venne inaugurato il Centro raccolta di Pergine. Tale condivisione sembrava potesse facilitare una possibile fusione con la Lega Pasi Battisti, come testimoniato dall’ordine del giorno della riunione CD del 19.2.1991, ipotesi questa poi caduta nel nulla per opposizioni interne alla Lega stessa.

1999

Nel maggio del 1999 la sede di AVIS Comunale Trento ed Avis Provinciale Trentino fu trasferita nella sua attuale collocazione di Via Sighele 7.

2005

Il 2005 segnò un altro grosso cambiamento nella vita dell’AVIS Comunale di Trento a seguito dell’applicazione dei nuovi statuti definenti precisi ambiti di competenza ed in base ai quali le AVIS Comunali potevano agire solo nel proprio comune di appartenenza, salvo specifiche disposizioni a livello statutario. Di conseguenza l’AVIS Comunale di Trento, che fino a quel momento era sovracomunale, fu suddivisa in tante AVIS Comunali quante erano le sezioni aventi diversa competenza comunale: si costituirono le sezioni separate Valle dei Laghi, Civezzano, Pergine, etc. sovraordinate dall’AVIS Tridentina equiparata provinciale, costituente a sua volta con Avis intercomprensoriale Alta Anaunia l’AVIS del Trentino equiparata regionale. Trento di adeguò prevedendo una sezione cittadina e 8 AVIS di Base per le sezioni periferiche corrispondenti ai sobborghi del comune di Trento: Cognola, Mattarello, Martignano, Povo, Ravina-Romagnano, Sardagna, Sopramonte, Villazzano.

2013

Nel 2013 Avis Tridentina e nel 2017 Avis Alta Anaunia si sono fuse nell’Avis del Trentino equiparata Regionale, che ora risulta costituita direttamente da 39 Avis Comunali e 8 Avis di Base per un totale di 19542 soci di cui 19188 effettivi e 354 collaboratori.

Oggi

Avis Comunale Trento al 31 agosto 18 conta complessivamente 4322 soci, comprensivi dei 1209 relativi alle Avis di Base.

Elenco Presidenti AVIS Comunale Trento

1967-81 Ferrante Cappelletti
1981-93 Ezio Andreaus
1993-99 Paolo Tognoni
1999-02 Fabrizio Zappaterra
2002-13 Giovanni Menegaldo
2013-17 Patrizia Suligoi
2017 Danila Bassetti